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La Stampa n. 20.02.2011

La cattedra del Festival

Sanremo. Benigni. La lezione. Benigni, che Dio lo benedica. La lezione era per tutti, indistintamente. E, almeno dal picco di ascolto, pare che tutti l’abbiano seguita. Sembra capitare per caso. L’epifania di luce è sempre garantita con Roberto Benigni, maestro premuroso e rispettoso e appassionato nei confronti di ciò che sa, di come lo vuole comunicare e dei cervelli che raccolgono paro...

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La Stampa n. 13.02.2011

Per Sanremo mi fido di Morandi

Alleggeriamo. Per fortuna, a darci una mano, sta arrivando Sanremo. Sanremone mio bello, luminoso e ciccione. Sanremone mio, che dispensa sicurezze anche a chi le ha perse quasi tutte. Sanremone mio, che è un benefattore delle italiche genti che ne stanno vedendo di tutti i colorini e preferirebbero una canzone così così a una sinfonia, a una cantilena senza coda. Sanremone mio, lo specchi...

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La Stampa n. 06.02.2011

Vuoi confessarti? Fallo con l'iPhone

Carissima carta, inchiostrata più che stampata, e anche voi, cari Internet, iPhone, iPad e tutti voi, i-vattelapesca, che vedrete la luce «in saecula saeculorum», torno, malgré moi, a raccontarvi di quello che si riversa su di voi da un po’ di tempo in qua.

Non siete ancora stufi di una comunicazione tutta fatta all’insegna del punto esclamativo? Siete stati ridotti a strill...

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La Stampa n. 30.01.2011

Spegnete le urla dei talk show

L’australiano aveva appreso stregonerie prodigiose. Era in grado di uccidere con la semplice emissione di un urlo. Un urlo terrifico. «L’australiano» è il titolo di un film di una trentina di anni fa che non ho dimenticato. Non che fosse una meraviglia, ma mi aveva colpito la schizofrenica possibilità di ammazzare qualcuno utilizzando soltanto la voce. Questo riferimento mi viene in mente ...

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La Stampa n. 23.01.2011

La dolce febbre della beneficenza

Se la Storia è conficcata in un muro e il muro si spacca o si dirocca, ognuno dovrebbe sentire il peso dello sfascio e la responsabilità della salvaguardia della memoria.

L’Italia, in genere, non è poi così deplorevole. Quasi sempre la sua capacità di distruggere è minima. Non possiede tra le sue caratteristiche la potenza dell’aggressione né la cattiveria della desertifi...

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La Stampa n. 16.01.2011

La favola che va a canestro

Questa è una storia che sembra non finire male e possiede una strana dolcezza. Gloria, polvere, abisso e finalmente aria pulita. Solitamente ci vergogniamo di farci piacere una buona emozione.

Troppo spesso i miracolini, alla Frank Capra per intenderci, non raggiungono gli «onori» della cronaca per lasciare le luci della ribalta alle sconcezze, alle tristezze, agli orrori, alle ...

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La Stampa n. 09.01.2011

Yara è anche figlia nostra

Assenza più acuta presenza. Un verso, una poesia del superbo, adorato Attilio Bertolucci che condensa un sentimento che è più di un dolore, più di una sofferenza che non può aver fine. Più di mille parole, comprime, ma non riduce. Allarga e ingrandisce una condizione che rimarrà per sempre cronica, uno spasimo che ti assale alle spalle in modo repentino e inaspettato anche quando previsto...

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La Stampa n. 02.01.2011

Le frottole di inizio gennaio

Eccone un altro. Di anno. Primo gennaio, giorno di propositi, di promesse, di buone intenzioni, di parole date e, soprattutto, di speranza. Aspettative grandi e piccolissime. Sogni. Nel corso del tempo ho visto cambiare segni e significati che qualcuno mi aveva insegnato, che avevo imparato e che la vita mi aveva confermato come certi e immutabili.

I fatti, i gesti, gli sguardi no...

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La Stampa n. 19.12.2010

La carezza di una volta

Il ragionier Giustini guarda fuori. È in ufficio e si prende qualche minuto per vedere la neve che scende a stracci. Poi uscirà. I suoi colleghi sono già andati via. Meglio, così può godersi quello spettacolo senza che, ridendo, gli dicano: «Giustini, non hai mai visto la neve?». Sì, che l’ha vista, e tanta, tantissima.

Al suo paese l’inverno era bianco. Le case, gli a...

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La Stampa n. 12.12.2010

La brutta favola di Babau Natale

La verità mi fa male, lo so. La verità mi fa male, lo sa-a-ai». Talmente male che, per fortuna, c’è chi si occupa di non farci sentire alcun dolore, c’è chi, con sprezzo del pericolo, ci protegge e ci tiene lontani da informazioni talmente spiazzanti che potrebbero schiantarci. Meno male. Così noi, i turlupinati di professione, noi, l’essere umano globale, ci accontentiamo di piccole...

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La Stampa n. 05.12.2010

Quel che il Censis non fotografa

Puntuale come la nebbia in Val Padana, è arrivato il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Lo scorso anno ci strabiliava con l’inaudita rivelazione che gli Italiani preferiscono i social network alla lettura dei classici. Da giorni aspettavo trepidante il Rapporto 2010 e ipotizzavo su quali clamorose novità avrebbe svelato. Ed eccolo qui, fondamentale, acuto, pieno di spunti ine...

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La Stampa n. 28.11.2010

La felicità è un bene privato

Temo che un’idea così geniale non ce la lasceremo scappare. Il referendum sulla felicità dei cittadini approderà anche da noi importato dall’Inghilterra. Là sull’isolona antica, Cameron ha scoperto l’acqua calda: il senso di soddisfazione personale dei sudditi non segue l’andamento del Pil. Gol! Da questo bellissimo assunto, ecco spuntare la necessità epocale di sondaggiare il popol...

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La Stampa n. 21.11.2010

Tanti prof, una sola Signorina

La professoressa Antonioli entrava in classe con quella sua aria da martire consapevole. Aveva un eterno tailleur grigio di buon taglio, ma un pochino fané, un leggero filo di perle sulla camicetta rigorosamente bianca e un piccolo sorriso come di chi spera di essere capito e apprezzato per quel poco o tanto che ritiene, a buon merito, di poter garantire. Avevo un debole per lei prima ancora che ...

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La Stampa n. 14.11.2010

Qui, dove ogni frana è possibile

Una piccola dolenza, puntuta, continua. Uno se ne potrebbe anche fregare. Cosa cambierebbe nella vita di tutti quelli che hanno avuto la ventura di nascere nel Paese più bello del mondo? Nella vita da tirare avanti tutti i giorni che Dio manda in terra? Con disagi di tutti i tipi, con incognite terrificanti, con dolori duri come il ferro, con l’incertezza per il futuro dei propri figli? Cosa vu...

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La Stampa n. 07.11.2010

Donne con la schiena dritta

Non me ne ero accorta. Se qualcuno non avesse sottolineato che con l’elezione di Susanna Camusso al vertice della Cgil, sia la Confindustria sia il più grande sindacato sono ora guidati da due donne, non avrei colto la svolta epocale o, come è stato detto, la «caduta di un altro tabù».



E allora? Che fare? Dovrei lanciarmi in un panegiri...

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